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comunicato stampa

Sovraffollamento al 170% nel carcere di Monza ed ennesimo poliziotto ferito: la denuncia del sindacato

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“Un Poliziotto penitenziario è stato ferito ieri sera nel carcere di Monza da un detenuto straniero che si era inizialmente rifiutato di rientrare nella sala di socialità per poi scagliarsi improvvisamente contro il Poliziotto che lo stava accompagnando in sala”.

Lo riferisce il Coordinatore della Lombardia per la Fp Cgil Polizia Penitenziaria, Calogero Lo Presti: “Il Poliziotto è stato soccorso dagli altri detenuti presenti altrimenti le ferite al torace sarebbero potuto essere molto più gravi. L’Agente poi è stato accompagnato presso il locale pronto soccorso cittadino”.

“Nel carcere di Monza - prosegue Lo Presti - sono previsti 411 detenuti mentre l’ultimo dato ufficiale ministeriale di febbraio ne riporta 706 con un sovraffollamento del 170%. Il personale di Polizia Penitenziaria invece soffre una carenza di circa 40 Poliziotti rispetto ai 321 previsti”.

Silvia Papini della Fp Cgil di Monza e Brianza: “Da tempo lamentiamo la carenza di personale nel Carcere di Monza sia per quanto riguarda la Polizia Penitenziaria, sia per quanto riguarda il personale amministrativo e pedagogico. La pianta organica, per altro nemmeno completa, è valutata sulla base della capienza teorica della casa circondariale che, però, presenta un numero di detenuti ben superiore al previsto, con conseguente aggravio del carico di lavoro per tutte le lavoratrici e i lavoratori impegnati nella sua gestione. Il Personale di Polizia Penitenziaria, già carente nei numeri, viene utilizzato come personale amministrativo per coprire posti, vacanti ma indispensabili, senza i quali non sarebbe possibile garantire il funzionamento della struttura. L'elevato numero di detenuti non consente al personale giuridico pedagogico di garantire gli interventi riabilitativi che dovrebbero essere forniti ad ogni persona che entra nel sistema penitenziario, come prevede la nostra Costituzione, con l'obiettivo della rieducazione e del reinserimento in società. Questa difficoltà genera alte tensioni e frustrazioni, nelle sezioni, che poi si traducono in atti di aggressione e di violenza verso il personale che, in prima linea, rappresenta l'Istituzione. E' una situazione che sta esplodendo da molti punti di vista e che richiede un immediato intervento del DAP”.

Mirko Manna della Fp Cgil Nazionale: “Sfidiamo qualunque lavoratore pubblico, anche appartenente alle altre Forze di Polizia e Sicurezza, a recarsi al lavoro con la certezza di essere esposti ad un evento del genere che si aggiunge alle migliaia di atti di violenza subiti dalla Polizia Penitenziaria da parte della popolazione detenuta ogni anno. I Poliziotti penitenziari, sono ancora senza efficaci strumenti giuridico-amministrativi per tentare di arginare questo tipo di aggressioni. Le carenze nell’organico della Polizia Penitenziaria in tutti gli istituti penitenziari italiani e il contemporaneo sovraffollamento, unito alla mancanza di reali prospettive di reinserimenti dei detenuti, genera stress che si ripercuote unicamente nel personale in servizio che è composto per la stragrande maggioranza dalla Polizia Penitenziaria”.

La Fp Cgil Polizia Penitenziaria - conclude Manna - esprime la propria vicinanza e i più sinceri auguri di pronta guarigione al collega e a tutte le altre decine di Poliziotti che sono ancora in convalescenza per episodi analoghi e al restante personale in servizio”.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-03-2024 alle 17:39 sul giornale del 14 marzo 2024 - 12 letture






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