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comunicato stampa

Vimercate: sequestro di appartamenti, terreni e ville di due coniugi pluripregiudicati

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Il Personale della Divisione Anticrimine della Questura di Monza e della Brianza e i militari del Gruppo della Guardia di Finanza monzese hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro antimafia emesso dalla Sezione Autonoma Misure di Prevenzione del Tribunale di Milano, su proposta del Questore di Monza e della Brianza.

Il provvedimento ha riguardato in particolare due coniugi di origine serba, pluripregiudicati per molteplici reati contro la persona ed il patrimonio, e l’intero nucleo familiare, radicato da anni nella zona del vimercatese. L’indagine ha avuto inizio a seguito di controlli economico-patrimoniali eseguiti dai Finanzieri e di un'analisi criminale effettuata dai Poliziotti monzesi che hanno consentito di ricostruire sia il curriculum deliquenziale del capo-famiglia e della moglie, sia l’assoluta sproporzione tra redditi dichiarati e tenore di vita condotto dal nucleo familiare, completamente sconosciuto al Fisco, nei cui confronti emergevano tra l’altro diversi alert di rischio dal sistema di prevenzione antiriciclaggio.

In particolare, la famiglia era stata considerata potenzialmente pericolosa già dal 1987, in quanto dedita abitualmente alla commissione di reati quali furto con strappo e in abitazione, tapina, ricettazione e truffa con il metodo del “reep deal”, termine di origine tedesca - che indica “furto veloce” - ormai divenuto gergale per indicare le truffe commesse da cittadini nomadi, per lo più provenienti dalla ex Jugoslavia, in danno di cittadini stranieri attirati in Italia ed abilmente indotti a partecipare a scambi di denaro in valuta straniera o asseritamente di provenienza “non dichiarata al fisco”, in cambio dell’acquisto di beni mobili ed immobili di grande valore.

L’attenzione degli investigatori veniva infatti focalizzata sul capo-famiglia, soggetto già noto ai mass media per aver commesso truffe ai danni di cittadini italiani e stranieri - finalizzate ad acquisizione di immobili di pregio, yacht di lusso, diamanti o gioielli in cambio di denaro falso - adoperando una professionalità tale da consentirgli di guadagnarsi nel suo ambiente il soprannome di “il dottore”, nonché responsabile di tentata rapina, furti in appartamento ed esercizi commerciali e ricettazione di autovetture.

Tra le tante, nel 2012, l’uomo è stato protagonista di un’operazione illecita finalizzata a truffare un cittadino russo con il quale era stata concordata la consegna – poi effettivamente avvenuta – di 690.000 euro contanti da eseguirsi in Austria a titolo di anticipo per l’acquisto di uno yacht Azimut 68 Evolution che si era impegnato a pagare oltre due milioni di euro. Uno dei “passaggi” dell’accordo prevedeva che l’uomo, presentatosi con le false generalità di un facoltoso imprenditore italiano, consegnasse a sua volta al russo la somma contante di 3.233.000 franchi svizzeri, ma, durante l’incontro avvenuto presso un prestigioso Hotel di Monza, alla vittima sono state consegnate banconote poi risultate contraffatte.

Nel 2015, il serbo è stato anche arrestato in flagranza di reato dalla Polizia di Milano per tentata rapina, riguardante il finto acquisto di un brillante del valore dichiarato di 150.000 euro, ai danni di due cittadini stranieri. L’episodio ha avuto grande rilevanza mediatica poiché avvenuto nelle vie del quadrilatero della moda; nell’occasione i rei, nel tentativo di guadagnare la fuga, hanno trascinato una delle vittime sul selciato e provocato contusioni all’altra, causando incidenti stradali in una zona di Milano congestionata dal traffico.

Nel corso dell’attività il cittadino serbo è stato trovato in possesso di 500.000€ in contanti che nascondeva in una calza, altro denaro con la scritta “fac simile” che nascondeva nell’altra calza ed una valigetta con un rilevatore di purezza delle pietre.

Dal punto di vista patrimoniale, i risultati delle indagini delle Fiamme Gialle, in rispetto alla collaborazione stabilita nel 2021 tra il Comando Generale della Guardia di Finanza ed il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, sono stati condivisi con la Questura di Monza e della Brianza per l'applicazione di misure di prevenzione, con proposta di sequestro, propedeutico alla confisca, del patrimonio di origine illecita, in assenza di redditi dichiarati, ovvero attività economiche svolte.

Il Questore di Monza e della Brianza, valutata la sussistenza dei presupposti di legge, disponeva aggiornati accertamenti patrimoniali e proponeva all’Autorità Giudiziaria l’applicazione el sequestro dei beni mobili ed immobili direttamente o indirettamente riconducibili al nucleo familiare, di valore sproporzionato rispetto alle reali capacità economiche di quest’ultimo, per un valore complessivo di circa 500.000 euro.

Il tribunale di Milano, accogliendo l'istanza del Questore, ha disposto l'applicazione del sequestro ai fini della successiva confisca. Il sequestro è stato eseguito dai poliziotti della Divisione Anticrimine della Polizia di Stato di Monza e dai militari del Gruppo della Guardia di Finanza monzese, che hanno sottoposto a sequestro una villa ed un terreno nel comune di Vimercate (MB) del valore di oltre 350.000 euro, un appartamento nel comune di Rapallo (GE) del valore di oltre 100.000 euro, un’autovettura del valore di circa 40.000 euro, oltre il contenuto di due cassette di sicurezza.

L'intervento delle due Forze di polizia, sotto direzione e coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, costituisce un’efficace testimonianza del costante presidio a tutela del tessuto sociale e dell’integrità del sistema economico-finanziario del Paese assicurato dalla Polizia di Stato e dal Corpo della Guardia di Finanza, volto a garantire il contrasto ad ogni forma di criminalità, anche attraverso l’individuazione e conseguente aggressione delle ricchezze illecitamente accumulate nel tempo, così da restituire legalità e competitività al libero mercato.

Ora, spetterà ai due coniugi dimostrare che il patrimonio sequestrato è stato acquistato con denaro di provenienza lecita, ovvero, riconducibile a delle attività economiche svolte. In caso contrario, verrà avviata una confisca di beni antimafia e i beni sequestrati verranno sottratti per essere restituiti a beneficio della collettività.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-07-2023 alle 12:36 sul giornale del 05 luglio 2023 - 46 letture






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